21 – 23 Settembre 2026

Mabon è il giorno che si trova a metà fra i due solstizi; è un tempo di equilibrio, quando luce e buio sono uguali e astronomicamente dà inizio all’autunno.
È celebrato alla fine del periodo più faticoso dell’anno in cui viene effettuato il secondo raccolto.
Il ciclo produttivo e riproduttivo è concluso, le foglie cominciano ad ingiallire e gli animali iniziano a fare provviste in previsione dell’arrivo dei mesi freddi.
Il periodo dell’equinozio d’autunno veniva chiamato anche Michaelmas o Michael Supremo, il giorno dedicato all’arcangelo di fuoco e di luce alter-ego di Lucifero.
Il mese di settembre era anche il periodo in cui si svolgevano i Grandi Misteri di Eleusi, basati sul simbolismo del grano.
Inoltre è il tempo per la fabbricazione del vino, dalla raccolta delle uve alla pigiatura e sino alla sua chiusura nel buio delle botti.
Il processo della fermentazione delle uve avveniva con procedure che un tempo venivano accompagnate da rituali ben specifici ed era visto come simbolo della trasformazione spirituale che ha luogo durante le iniziazioni e i riti misterici, nel buio dei santuari sotterranei.

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FOTO DI VALERIA FORNO


Mabon è anche la prima festività dell’Oscurità.
Se Lughnasadh è l’inizio del raccolto, rappresentando l’aspetto sacrificale, il tema stagionale di Mabon è la fine del raccolto, il suo completamento, ma anche il secondo raccolto dopo quello dei cereali, quello di frutta e dell’uva.

Fotografia della bravissima Valeria Forno


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Il Dio si prepara a lasciare la Dea per entrare nel Mondo dell’Aldilà dove regnerà come Signore delle Ombre.
La separazione tra innamorati è uno dei temi dominanti di questo Sabbat.
Dopo aver sacrificato la propria essenza vitale alla Madre Terra, il Dio si trova ora alle soglie degli inferi diventando il simbolo del passaggio dalla vita alla morte.

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Il cigno è l’uccello dell’Equinozio in quanto simbolo dell’immortalità dell’anima e guida dei morti nell’aldilà.
La pianta sacra in questo equinozio è la mora selvatica.
Bisogna bilanciare le polarità, quindi il suggerimento è di fare qualcosa che riguardi l’equilibrio nella nostra vita. Gli elementi maschili e femminili della nostra personalità hanno bisogno di uguale rispetto ed espressione.
La notte di Mabon, quando le ore di luce e le ore di oscurità sono equivalenti, è la notte che onora l’equilibrio della Dea e del Dio e l’armonia della materia e dello spirito.
È tempo per fermarsi a riflettere, rilassarsi e apprezzare i frutti dei propri personali raccolti.
Il periodo è magico per aumentare la protezione, la prosperità, la sicurezza e fiducia in noi stessi.
Con Settembre arriva l’Equinozio d’Autunno, Mabon, la prima delle Festività del semestre oscuro.
L’equinozio d’autunno era il momento della discesa di Persefone nell’Ade e del dolore di Demetra.
Nell’antica tradizione, durante questo periodo di “incubazione” il Dio viene chiamato Mabon – figlio della Madre – dall’autunno sino alla Dodicesima Notte, ovvero il 6 di Gennaio.

Mabon 21 – 23 settembre Equinozio d’autunno

Storia di Mabon

Mabon (” Grande Figlio “) era un Dio gallese.
Era un grande cacciatore con un agile cavallo e uno splendido cane da caccia.
Mabon fu rapito dalla madre, Modron (Grande Madre), quando aveva solo tre giorni, ma fu salvato da Re Artù (altre leggende raccontano che fu salvato da un gufo, un’aquila ed un salmone).
Durante questo tempo, Mabon vive, prigioniero felice, nel mondo magico di Modron — il suo grembo.
Grazie a ciò egli può rinascere.
La luce di Mabon è stata portata nel mondo, raccogliendo la forza e la saggezza, in maniera tale da trasformarsi in un nuovo seme.
In questo senso, Mabon è la controparte maschile di Persefone nonchè il principio maschile fertilizzante. Modron invece corrisponde a Demetra.

Origini Mitologiche

L’Inno a Demetra è collocato come secondo inno nella raccolta degli Inni Omerici (650 a.C. circa).
Secondo l’inno, la figlia di Demetra, Persefone (detta anche Kore, “fanciulla”), fu incaricata di dipingere tutti i fiori della terra, quando fu catturata da Ade, il dio della morte e degli inferi.
Egli la portò nel suo regno degli inferi.
Sconvolta, Demetra cercò in ogni luogo sua figlia.
Durante le sue peregrinazioni, Demetra si rifugiò dal re di Eleusi, Celeo, sotto forma della vecchia Doso, dopo essere stata costretta a rivelarsi dalla regina Metanira, lasciando il palazzo, la dea chiese a Metanira di ergerle un santuario con un altare da dove ella potesse insegnare i suoi riti agli uomini.
Edificato il santuario, Demetra vi si rifugiò e, ancora adirata per la scomparsa della figlia Persefone, da lì provocò un’aridità che desolò tutta la Terra, generando carestie e impedendo così agli dèi di ricevere sacrifici dagli uomini.
Vanamente Zeus le inviò dei messaggi per farla tornare sull’Olimpo, ma gli rispose che sarebbe risalita sul monte degli dèi e avrebbe posto termine alla carestia solo qualora avesse potuto rivedere la figlia.
Zeus cedette e permise a Persefone di tornare da sua madre per sei mesi l’anno mentre gli altri sei li avrebbe passati con il suo sposo Ade negl’inferi.
Ritrovata la figlia, Demetra acconsentì a ristabilire la vegetazione sulla Terra e a rientrare sull’Olimpo, ma non prima di aver insegnato i suoi Misteri a Diocle, Trittolemo, Celeo ed Eumolpo.
Diocle: Figlio di Ortiloco, e nipote del dio fluviale Trittolemo; fu signore di Fere, località della Messenia. I suoi figli, Cretone e Orsiloco, parteciparono con lui alla guerra di Troia.
Iliade libro V 541-544
Odissea Odissea, Libro III, 488-490
Trittolemo: Figlio di Metanira e di Celeo, re di Eleusi, fu allevato da Demetra, per riconoscenza verso Celeo che l’aveva bene ospitata nella sua casa, durante il suo pellegrinaggio alla ricerca della figlia Persefone.
Per ricompensarlo, la dea gli diede semi di grano, un aratro di legno e un cocchio guidato da draghi alati, e lo mandò per il mondo a insegnare agli uomini l’agricoltura. Ma prima lo istruì personalmente nella pianura Raria, ed ecco perché da taluni egli è detto figlio del re Raro.
Mitologia Greco Romana
Celeo: Re di Eleusi marito di Metanira.
Eumolpo:Re di Tracia. Figlio di Poseidone e di Chione.
Il padre lo inviò da bambino nel regno degli Etiopi per apprendere i segreti più arcani della natura, degli uomini e degli dei. Tornato in patria, fu posto al bando e fuggì a Eleusi, che allora era in guerra contro Atene. Aiutò gli abitanti di Eleusi nella guerra contro gli Ateniesi guidati da Eretteo. Istituì il culto dei Misteri Eleusini della Gran Madre Demetra e fu il primo gran sacerdote del santuario da lui fondato, carica rimasta poi ereditaria nella famiglia degli Eumolpidi. Fu dotato di spirito profetico, abile nella poesia e nella musica, fu insegnate di musica di Eracle. Fu ucciso in combattimento da Eretteo.
Il padre Poseidone si vendicò facendo fulminare Eretteo.
Mitologia Greco Romana

Anticamente questo periodo di solstizio era propizio ai riti Misterici, come quelli di Mithra, signore e animatore del cosmo                                                                                                                  e mediatore tra le divinità e gli esseri umani.
Mithra era raffigurato in mezzo a due portatori di fiaccola:
Uno, Cautes, dalla torcia sollevata in alto a simboleggiare l’equinozio di primavera.
L’Altro, Cautopates, dalla torcia abbassata indicava l’equinozio d’autunno.
Nelle feste del raccolto le bambole del grano hanno un posto d’onore.


Se non venivano sepolte nei campi a scopi propiziatorio era conservata per tutto l’anno ed era chiamata “ragazza dell’edera”, perché l’edera rimane verde per tutto l’anno, piena di vita.
Secondo la tradizione i prodotti della terra non devono mai essere raccolti dopo il momento stagionale poiché appartengono agli spiriti della natura come offerta alle divinità.

Vi ringrazio come sempre per essere passati qui , e vi saluto con questa frase

L’autunno è sempre stata la mia stagione preferita, come se la natura si fosse risparmiata tutto l’anno per il gran finale un esplosione
di colori che rendono tutto particolarmente magico e la natura sembra un dipinto strepitoso. Ciao a tutti e ancora Felice Mabon .

Dipinto di Dhgate

#BlogdiCosetta

Ringrazio :

Foto di copertina: Valeria Forno
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